Finalmente è arrivato: un concentrato di amore e gioia tanto atteso, pensato e sperato sia da te che dal tuo partner. Ora siete entrambi estasiati, euforici, fuori di testa per la felicità. Il vostro amore ha preso nuova linfa, il vostro legame è più saldo e siete entrambi immersi in un’atmosfera di beatitudine domestica. Oppure no?

La nascita di un figlio può creare molta tensione nella coppia. All’improvviso la vita cambia irrimediabilmente, in particolar modo la tua. I ruoli nella coppia potrebbero essere variati, come pure le aspettative che avevate l’uno nei confronti dell’altro. Le neomamme possono trovare difficoltà nel mantenere un equilibrio nella vita e, spesso, si lamentano di sentire sulle proprie spalle tutto il peso delle responsabilità domestiche, sociali e genitoriali, facendo molto di più di quanto richiederebbe un’equa distribuzione dei compiti. Ma trovare un equilibrio è difficile. Il tuo mondo potrebbe sembrare completamente trasformato, mentre quello del tuo partner no: va al lavoro come al solito, continua ad avere una vita sociale e cose simili.

 

Karen - 30 anni, madre di due figli

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Tu sei la prima persona che si prende cura del bambino e sei in congedo dal lavoro (a lungo o breve termine), ed è quindi importante per te sentirti apprezzata, supportata a livello emotivo e gratificata dal tuo partner.

Se il partner non riconosce i tuoi sforzi oppure fa finta di niente quando è il suo turno di dare una mano, mandando in frantumi i tuoi piani e vanificando la tua dura lotta per l’organizzazione degli orari, il risentimento può essere molto forte.

Jilly, madre di 2 bambini e psicologa clinica, scrive:

Per la prima volta nella tua vita, la quotidianità dei membri della coppia diverge completamente, e sembra impossibile venirne a capo. Per noi è stata fondamentale una chiara definizione dei ruoli, e anche mio marito non ha preteso di fare il “mammo” quando era in casa, ma è riuscito a creare un suo rapporto personale con i bambini, imparando a capire le cose da fare e i trucchi da usare con loro...

A volte, però, il tuo partner potrebbe non capire di quanto supporto tu hai effettivamente bisogno, quanto sei realmente esausta o cosa fare con i tuoi sbalzi d’umore. È difficile passare dall’essere una donna in carriera all’essere una donna sopraffatta da un bambino (un bambino! Quanto può essere difficile prendersi cura di un pargoletto? Ebbene sì, molto). Molte donne sfogano le proprie frustrazioni o la propria ira sui partner e sulle persone più care. Non sottovalutare mai il flusso ormonale post-partum: il tuo umore è praticamente a fare un giro sulle montagne russe. Ci saranno sbalzi d’umore e oscillazioni, e il tuo stato d’animo sarà una vera altalena. Tutto ciò è naturale: il tuo corpo sta tornando alla normalità. Ma a volte si può cadere in depressione. Se ti ritrovi intrappolata in uno stato di costante tristezza, è importante saper riconoscere le tue sensazioni e chiedere aiuto prima possibile.Il risentimento nei confronti del partner è un tema scottante. Una rapida occhiata alle diverse community online dedicate alla genitorialità può rassicurarti: è un problema comune. Ci saranno incomprensioni, lamentele, ripicche e crescenti rancori, tutti indirizzati verso il tuo partner. Quindi, cosa fare per gestire questo risentimento latente e prevenire scoppi d’ira?

Prima di tutto, è importante mettere da parte la negatività e identificare gli obiettivi da raggiungere e come comunicarli al partner.

Parlarne è importante. Sembra banale, ma parlare è essenziale. Così come è importante trovare il momento e il luogo giusto per farlo. Cerca di organizzare una chiacchierata in un ambiente neutro e adulto, lontano dal pianto del bambino.

La semplicità è tutto. Cerca di non essere avventata o prendere decisioni importanti quando sei accecata dall’ira.

Metti i tuoi pensieri per iscritto. Esprimi le tue frustrazioni scrivendo i tuoi pensieri negativi. Cerca di essere più dettagliata possibile e scava per individuare qual è il vero problema.

Mantieni la calma. Prima di parlare con il tuo partner, assicurati che il tuo stato d’animo sia sereno e rilassato. Per sfogare le frustrazioni potrebbe essere utile fare qualche respiro profondo, prendere a pugni un vecchio cuscino oppure alzare al massimo il volume dell’autoradio.

Non innescare circoli viziosi. Se le discussioni si incanalano sempre nello stesso loop e si incagliano, prova a cambiare strategia. Trova un modo diverso di comunicare il tuo punto di vista, perché così non ci stai riuscendo. Probabilmente, credi che il tuo discorso sia chiaro, ma tu dici che A+B= C, mentre il tuo partner capisce che X+Y= Z. Chiedi consigli agli amici, oppure, se possibile, fatti aiutare da un esperto o da un professionista, qualcuno insomma che sappia farti vedere le cose da una nuova prospettiva. Devi trovare un modo per esprimerti senza che il tuo partner sia costretto a stare sulla difensiva.

Concentrati su te stessa: sei la persona più importante per il bambino. In qualità di presenza n. 1 nella vita del bambino, hai il dovere di prenderti cura di te: mangia sano, bevi molta acqua e fai esercizio fisico quando puoi.

Il risentimento nei confronti del partner è un tema scottante. Una rapida occhiata alle diverse community online dedicate alla genitorialità può rassicurarti: è un problema comune. Ci saranno incomprensioni, lamentele, ripicche e crescenti rancori, tutti indirizzati verso il tuo partner. Quindi, cosa fare per gestire questo risentimento latente e prevenire scoppi d’ira?

Prima di tutto, è importante mettere da parte la negatività e identificare gli obiettivi da raggiungere e come comunicarli al partner.

Parlarne è importante. Sembra banale, ma parlare è essenziale. Così come è importante trovare il momento e il luogo giusto per farlo. Cerca di organizzare una chiacchierata in un ambiente neutro e adulto, lontano dal pianto del bambino.

La semplicità è tutto. Cerca di non essere avventata o prendere decisioni importanti quando sei accecata dall’ira.

Metti i tuoi pensieri per iscritto. Esprimi le tue frustrazioni scrivendo i tuoi pensieri negativi. Cerca di essere più dettagliata possibile e scava per individuare qual è il vero problema.

Mantieni la calma. Prima di parlare con il tuo partner, assicurati che il tuo stato d’animo sia sereno e rilassato. Per sfogare le frustrazioni potrebbe essere utile fare qualche respiro profondo, prendere a pugni un vecchio cuscino oppure alzare al massimo il volume dell’autoradio.

Non innescare circoli viziosi. Se le discussioni si incanalano sempre nello stesso loop e si incagliano, prova a cambiare strategia. Trova un modo diverso di comunicare il tuo punto di vista, perché così non ci stai riuscendo. Probabilmente, credi che il tuo discorso sia chiaro, ma tu dici che A+B= C, mentre il tuo partner capisce che X+Y= Z. Chiedi consigli agli amici, oppure, se possibile, fatti aiutare da un esperto o da un professionista, qualcuno insomma che sappia farti vedere le cose da una nuova prospettiva. Devi trovare un modo per esprimerti senza che il tuo partner sia costretto a stare sulla difensiva.

Concentrati su te stessa: sei la persona più importante per il bambino. In qualità di presenza n. 1 nella vita del bambino, hai il dovere di prenderti cura di te: mangia sano, bevi molta acqua e fai esercizio fisico quando puoi.