Ricordo come fosse ieri la prima volta che ho lasciato mia figlia, all’epoca ancora neonata. Un giorno, quando aveva cinque settimane, sono uscita a vedere un film con una mia amica incinta, e ho trascorso tre ore tutte dedicate a me. Mio marito e io ne avevamo parlato prima che lei nascesse: gli avevo spiegato che avrei voluto riservare del tempo a me stessa, e cinque settimane mi sembrava il momento giusto per cominciare. Quindi, mi sono spremuta un po’ di latte per il biberon e sono uscita, non senza qualche ansia. Ciò che ricordo di più è la sensazione di trionfo, ma anche la paura e il sollievo di avercela fatta.

Ne parlo con te perché nei primissimi mesi dopo il parto sembra che tu sia diventata invisibile, e a cambiare è la tua stessa percezione di te. Ti concentri così completamente su quella piccola creatura da dimenticare che questo è un tempo di traguardi memorabili anche per te, degno di essere celebrato.

Oh, sì! Quelle straordinarie prime volte tutte per te!

 

1.  La prima volta che esci senza il tuo bambino

Non deve essere necessariamente a lungo. Può essere il tempo di un acquisto, di una passeggiata, ma spesso è il tempo per il tuo primo trattamento di bellezza dopo la nascita. Magari una pedicure, un taglio di capelli, o anche una depilazione. Qualunque cosa sia, goditela. Pianificala in modo da viverla appieno. Avere un piano, infatti, rimuove parte dell’ansia che hai per dover lasciare il bambino. Lasciare tuo figlio in mani fidate per riservare del tempo a te stessa fa bene a te, al bambino e alla tua relazione. Ed è l’unico modo per tenere cariche le batterie.

2. Mangiare i cibi proibiti in gravidanza e bere di nuovo

Ah! Il sapore dell’alcol dopo quasi un anno! Ma potrebbe anche trattarsi di gorgonzola, pesce crudo o, perché no, un uovo alla coque a malapena cotto. Qualunque cosa sia, ricorda che ora i tuoi sensi del gusto e dell’olfatto sono cambiati e, se consideri anche lo sbalzo ormonale a seguito del parto, non è detto che ti piacciano le stesse pietanze di un tempo. Per quanto riguarda l’alcol, non dimenticare che la tua tolleranza è inferiore, quindi impiegherai davvero poco a sentirti “euforica”. Nonostante questo, trasforma questa occasione in un piccolo evento, pianifica la cosa quando sai che il tuo bambino dormirà più a lungo e prova il brivido di riappropriarti di una piccola parte di quella che era la tua vita prima del lieto evento.

3. La prima volta che fai sesso

Questo può essere complicato, specialmente con una vagina dolorante e in via di guarigione, un taglio cesareo, una nuova forma fisica e l’impossibilità di accumulare quell’energia utile a destare o ricambiare il piacere sessuale. Se, dopo il tempo di astinenza consigliato dai medici (generalmente, 6 settimane), senti l’eccitazione e la voglia di fare sesso, procedi con calma. Sarà un’esperienza nuova, sia per te che per il partner, quindi come sempre sarà una buona idea approcciare al sesso con un po’ di senso dell’umorismo. Un’esplorazione più che una destinazione. Iniziate lentamente, e imparate di nuovo a scoprirvi. E, soprattutto, tu sii onesta. Se non ti fa bene, dillo. Magari accadrà spontaneamente, ma come molte cose di questo periodo, potrebbe volerci del tempo per riaccendere la vita sessuale. Io ti consiglio i sabato pomeriggio, durante i sonnellini del piccolo.

4. La prima volta che inizi a sentirti una buona madre

Questa può essere una prima volta fugace ma travolgente. Quella prima volta che prendi la tua bambina automaticamente, rigirandola senza esitazione. O anche quella volta che le scuoti il pancino sulle tue ginocchia semplicemente perché sai che le piacerà. Per me è accaduto al quarto mese, mentre portavo mia figlia per tutta casa utilizzando una fascia porta bebè in modo da riuscire a fare qualche faccenda domestica. Lì improvvisamente ho pensato: “Sì, ho trovato una soluzione!”. La sensazione non è durata a lungo, ma di colpo ho avuto quella minuscola prova in più che potevo farcela, che stavo facendo un buon lavoro come mamma e che, pur non conoscendo ancora le sfide che avrei dovuto affrontare, avrei saputo capirle... almeno alla fine.

5. La prima volta che tuo figlio piange e tu riesci a capirne il motivo

Lo confesso: quel linguaggio del pianto mi sconcertava. Avevo letto nei libri che a esigenze diverse corrispondeva un pianto diverso. Lasciami dire che nei primi tre mesi, al suono di quel pianto provavo sempre e solo ansia. Cosa poteva essere? Caldo, freddo, stanchezza, fame, nervosismo, ira, pannolino sporco, un pericolo di vita? Cosa stava cercando di dirmi realmente? Alla fine, quello che ho capito è che un pianto acuto era probabilmente l’avvertimento di qualcosa, che alle volte mia figlia piangeva senza veemenza solo per dire “C’è qualcuno lì?”.

Ma ho impiegato un po’ per capirlo e, ovviamente, quando l’ho fatto mi sono sentita invincibile, come se avessi decodificato il codice Morse.

6. La prima volta che esci con le amiche

Questa è una prima volta speciale. Esci con le amiche come ai vecchi tempi, pronta a riconquistare il mondo, generalmente mangiando qualcosa, bevendo del vino o un cocktail e con tutti gli arretrati di gossip che solo voi potete capire.

Può essere dura perdere quel punto di riferimento consueto nelle primissime settimane, soprattutto se sei la prima ad avere figli. Ho capito per questo che è meglio definire con calma un’agenda. Che vincoli hai? Devi rientrare prima? Puoi fare solo qualcosa di ciò che eri solita fare o puoi concederti tutto? Magari potresti unirti alle amiche a cena ma non per un drink o per le escursioni notturne in città?

Ho anche capito che è meglio spremere o preparare abbastanza latte sia per la notte che per la mattina successiva. E, se puoi, cerca di disporre di supporto extra per quella mattina, perché sarai terribilmente stanca.

7. La prima volta che indossi i tuoi abiti pre-gravidanza

Partiamo da una premessa: questo potrebbe richiedere molto tempo. Un anno, due... forse mai. So che alcune donne si fissano con le panciere e con la chirurgia postnatale. Io non ho fatto nulla di questo, e lasciami dire che ho impiegato due anni prima di sentirmi di nuovo nel mio corpo. Non era solo una questione di peso, e nemmeno la pancia estremamente burrosa che ho avuto per lungo tempo dopo la nascita di mia figlia. Era il mio seno: aumentava, diminuiva, si fermava e poi aumentava di nuovo. Era dura, io ero critica e questo non ha aiutato. Alla fine, cercavo semplicemente qualcosa di pulito, che non avesse bisogno di essere stirato e che mi facesse sentire meglio in quel particolare momento. Sembrare il più in forma possibile con quello che avevo è stata una lezione difficile da imparare ma, una volta riuscita, mi sono rilassata.

Queste sono solo alcune delle prime volte che ricordo, ma la maternità è un viaggio diverso per ognuna.