La mia vita lavorativa è stata plasmata dalla presenza dei miei figli. Ho scelto il lavoro in base alla capacità del datore di lavoro di essere flessibile

Molte donne lavorano, alcune per necessità e altre per vera passione, e si identificano completamente nel loro lavoro. Oltre all’indipendenza finanziaria, c’è il senso di soddisfazione, di realizzazione, la capacità di usare le proprie abilità personali. Ormai sono lontani i tempi in cui le donne non contavano nulla: ora controllano ben 12 trilioni di dollari della spesa globale dei consumatori (più della metà del totale (2)).

La domanda è: avrai voglia di tornare a lavorare una volta terminato il congedo di maternità? Molto spesso, una neomamma che aveva previsto di tornare in ufficio dopo sei mesi si può ritrovare a temere quel giorno man mano che si avvicina. In mente avrà un turbinio di pensieri contrastanti: potrà continuare ad allattare? Chi si occuperà del bimbo? È pronta ad affidarlo alle cure di sconosciuti? Avere un bambino è un evento di portata enorme e molte donne avvertono sia il desiderio che l’esigenza di ritirarsi dal mondo. Quelli che prima erano state semplici incombenze quotidiane, come pagare le bollette, portare a spasso il cane, anche vestirsi prima di mezzogiorno, possono sembrare sfide insormontabili. A volte vorresti solo che il mondo sparisse e tornasse quando sei pronta.

La carriera dopo la maternità

In questa fase di profondi cambiamenti, è utile mantenere i contatti di lavoro. Potresti finire a fare qualcos’altro di completamente diverso ma devi comunque contare sulle risorse accumulate nel passato. Potresti anche essere obbligata per contratto, almeno nel breve termine, a tornare al lavoro. Non è la fine del mondo. La vita con i bambini ha fasi sempre nuove che si evolvono continuamente. È importante mantenere un senso di identità tutto tuo, a prescindere dai figli. Potrebbe derivare dal lavoro, da una professione autonoma o dal volontariato.

Ad alcune mamme lavoratrici è stato chiesto se si sono sentite supportate al loro ritorno. “Sì, anche se è impegnativo con un team giovane e senza figli. Non sono più disponibile a qualsiasi ora. C’è una cultura del lavorare fino a tardi, e non posso più farlo senza il preavviso necessario per organizzarmi.’(3)  Con Internet ed e-mail disponibili su qualsiasi dispositivo, è quasi sempre possibile lavorare in remoto, il ché è un vantaggio ma anche impegnativo. Spesso una madre può sentire la pressione di dover essere sempre a disposizione.

Devo fare parecchio lavoro non pagato, come rispondere alle e-mail di sera. Anche se adesso lavoro solo 3 giorni alla settimana, nessuno mi copre per gli altri 2 giorni quindi devo comunque restare disponibile e seguire una notevole mole di lavoro come meglio posso. (4)

E così a volte ci si ritrova a lavorare senza sosta. Anche per questo, è utile chiarire in anticipo con il proprio datore di lavoro che tipo di impegno si aspetta e definire i limiti.

Può risultare difficile anche concentrarsi completamente sul lavoro. Il lavoro passa in secondo piano quando sei preoccupata perché il tuo bimbo ha la tosse e ti chiedi se nel frattempo è peggiorata. La preoccupazione dovrebbe essere condivisa tra entrambi i genitori e a volte è così, ma più spesso sono le madri a prendersi tutto il carico quando i bimbi stanno male. Di conseguenza, a molte donne capita di non essere nemmeno considerate per una promozione anche prima di aver avuto figli, perché si dà per scontato che il loro impegno non sarà sufficiente. Ma pensiamo alle competenze acquisite da una neomamma: capacità di mediazione, pazienza, ascolto, percezione, multi-tasking. Sono tutte capacità preziose anche in un ambiente di lavoro. Ci sono dei progressi in questo senso, con gruppi come ad esempio Mothers of Innovation, un forum sviluppatosi per riunire madri che lavorano da tutto il mondo. Queste donne hanno avviato iniziative sociali, lanciato prodotti innovativi e fondato imprese, valorizzando le qualità che hanno sviluppato proprio come madri.

Tornare a lavorare oppure fare la mamma a tempo pieno sono entrambe scelte del tutto valide, ma le donne sono sottoposte a una raffica di diverse opinioni sul tema, da ogni parte: la famiglia, gli amici, i media, per non parlare dei loro stessi pensieri e desideri su cosa fare. Un noto esempio è il vivace dibattito che si scatenò nel 2009 in Francia quando l’allora Ministro della Giustizia Rachida Dati tornò al lavoro solo cinque giorni dopo aver partorito: alcuni lodarono la sua scelta, alcuni si resero conto che probabilmente non aveva scelta, vista la sua posizione, mentre altri la accusarono di essere una cattiva madre e di trascurare il bambino. Alcune delle critiche più feroci provenivano da altre madri. È un vero peccato che spesso quando si tratta di maternità e di scelte individuali delle donne, si scateni un dibattito feroce tra fazioni opposte, aizzato dai media. Se sei turbata dall’indecisione su cosa fare, la risposta, come spesso capita quando si tratta di allevare bambini, è fare un bel respiro, rilassarsi e darsi del tempo. Il tuo stato d’animo subito dopo il parto non sarà lo stesso che sentirai dopo qualche mese, o anni. Le prime settimane sembrano un enorme arco di tempo, ma mantieni la prospettiva: è solo una fase della tua vita.

Riferimento

  1. Catherine, Organizzatrice di fiere, ricerca indipendente
  2. Future Female All Report
  3. & 4. Kathryn, Arti digitali, ricerca indipendente