Dopo il parto, avrai momenti in cui ti sembrerà di viaggiare sulle montagne russe. Un momento di completa beatitudine potrebbe essere seguito da sbalzi d’umore e lacrime inspiegabili, e tutto questo, in genere, fa parte di un percorso assolutamente normale. Non è escluso, però, che in alcuni casi potresti aver bisogno di un consulto medico. Ecco allora i campanelli d’allarme.

Perdite di sangue

Le perdite di sangue post-partum dalla vagina (i lochi, in termine medico) possono continuare per settimane.

  • Cosa è normale : Almeno nei primissimi giorni, le perdite assomiglieranno a quelle di un ciclio mestruale pesante, quindi dovrai indossare assorbenti igienici post-partum più spessi e cambiarli frequentemente. Non si escludono persino coaguli della grandezza di una moneta. I lochi sono inizialmente di un rosso acceso, quindi cambiano colore in pochi giorni passando a un rosso scuro e poi al marrone. Se allatti, potresti avvertire perdite più rapide nelle prime fasi, ma i lochi non dureranno così a lungo. Se sei sempre in movimento, le perdite potrebbero peggiorare nei primi giorni.
  • Cosa non lo è : se il coagulo di sangue è di dimensioni notevoli (diciamo quelle di un pugno), la situazione non è normale e devi rivolgerti urgentemente a un medico. Se questo intenso flusso di sangue si accompagna a forte aumento della temperatura corporea, variazioni nel battito o sudore, i sintomi potrebbero evidenziare la comparsa di un’infezione, e anche in questo caso hai bisogno urgente di un consulto medico.

Quando rivolgersi al medico?

Sbalzi d'umore/baby blues/stanchezza

La privazione del sonno, le variazioni ormonali e l’improvvisa responsabilità di prendersi cura del proprio figlio 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 possono tutte contribuire a generare un vero shock.

  • Cosa è normale : pianti improvvisi, scatti, tristezza o ansia sono tutti fenomeni possibili che compaiono nei 2-4 giorni successivi alla nascita (il cosiddetto fenomeno del baby blues). Gli esperti sostengono che questo sia dovuto alle variazioni ormonali e al latte in arrivo, in quest’ultimo caso perché, fin quando il non bambino succhia il latte, le mammelle potrebbero irrigidirsi e perfino dolere. Queste sensazioni sono normali, e generalmente passano entro una settimana o giù di lì. Cerca quindi di essere clemente con te stessa, riposati il più possibile, concentrati su tuo figlio e dormi tutte le volte che puoi. Tutto il resto può attendere. E, sì, piangere e sfogarsi non può far male.
  • Cosa non lo è : se sono passate due settimane e continui a sentirti depressa, ansiosa e dalla lacrima facile, rivolgiti al tuo medico di famiglia o all’assistente a domicilio per spiegare come ti senti. Forse, potresti essere quella donna su 10 affetta da depressione postnatale. Sei più a rischio se hai avuto precedenti disturbi psicologici. Spesso, accade che tutto ciò di cui avrai bisogno è un po’ di rassicurazione e di supporto, ma non mancano i casi in cui potresti dover ricorrere a consulti professionali e/o antidepressivi. In casi rari (circa 1 su 1000), potresti sviluppare un serio disturbo psichiatrico chiamato psicosi post-partum e doverti sottoporre a un trattamento clinico. Contatta la Association for Postnatal Illness (http://apni.org/)

Campanelli d'allarme : I sintomi clinici

  • Trombosi venosa profonda (DVT) : se sei rimasta costretta a letto dopo un’operazione o dopo un parto, sei più a rischio di coaguli sanguigni. I sintomi includono dolore, gonfiore e indolenzimento del polpaccio, spesso accompagnati da sofferenza acuta, bruciore intorno al coagulo e una macchia rossa dietro il ginocchio. Un trattamento anticoagulante può servire a diluire il sangue, ma non sostituisce l’intervento d’urgenza da parte di un medico.
  • Embolia polmonare : se non trattati, i coaguli possono dirigersi fino ai polmoni e ostruire questi organi (si ha quindi la cosiddetta embolia polmonare), mettendo la tua vita in pericolo. I sintomi includono dispnea, dolore toracico e collasso.

Entrambe le patologie richiedono un intervento medico d’urgenza.

La storia di una mamma

Durante le primissime settimane, ero stravolta. Se non mi preoccupavo di Charlie, dell’allattamento o della messa a letto, passavo il tempo a piangere senza un apparente motivo e a prendermela con mio marito Dave. Era come se i miei ormoni si fossero schiantati da un dirupo. Penso che la privazione di sonno mi abbia colpito più di tutto: non potevo credere alla totale assenza di momenti di break. Il mio suggerimento è di rifiutare gentilmente le visite di coloro che desiderano vedere il bambino. Possono aspettare. È il tuo bisogno di dormire che non può.

HARRIET, mama di Charlie, 4 mesi.

Riferimento

  1. http://www.nhs.uk/Conditions/Deep-vein-thrombosis/
  2. http://apni.org/