Da quando sono mamma, tutti i giorni mi rendo conto di quanto il corpo umano sia fragile. Le mie figlie sono vive e ce la mettono tutta. Non diamo per scontata la salute. Sappiamo bene che ogni giorno è un regalo. Sento che oltre a dare alle mie figlie uno sguardo positivo sulla vita e sulla morte, allattarle al seno è stato il più grande regalo che potessi fare loro. L’amore che provo per loro tramite il contatto diretto dell’allattamento è profondo e reale e mi avvicina a loro più di quanto avrei mai immaginato. Ha creato una forma di attaccamento e un legame che dureranno per tutta la vita. La perfezione non esiste: non ci sono vite perfette, famiglie perfette, corpi perfetti.

 

Anna - 34 anni, due figlie

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Allattare al seno può essere un’esperienza spassosa, strana, caotica. Può essere accompagnata da conflitti, stanchezza, euforia, gioia intensa, dolore fisico, monotonia, risentimento, concorsi da miss maglietta bagnata, giudizi, bellezza e grazia. Scegliere di allattare le mie bambine ha voluto dire scegliere di accettare il mio corpo così com’è e sentirmi fiera di come è fatto e di ciò che è capace di fare. Prima di avere le bambine, il confronto con la "donna ideale" mi preoccupava molto. Volevo essere atletica ma non muscolosa, formosa ma magra, essere considerata allegra, intelligente e sexy.

Ci penso ancora, ma adesso sono più di una donna con un corpo, sono una donna che ha creato due vite, le ha cresciute e nutrite, le ha amate profondamente e ha dato loro tutto ciò che poteva. E ho fatto anche a me stessa un grande regalo. Accetto me stessa e le mie complessità e contraddizioni, perché voglio che le mie figlie accettino loro stesse e i loro corpi sani e bellissimi.