Se hai appena avuto un bambino, potresti sentirti come se la tua vita fosse stata sconvolta da un tornado. A meno che tu abbia una collaboratrice domestica fissa o parenti comprensivi che ti danno una mano, il tornado potrebbe avere colpito anche la tua casa. È tutto un gran disordine, il frigo è vuoto e hai finito i pannolini.

Se ti trovi in questa situazione, stai tranquilla: andrà meglio, con il passare del tempo. La cosa più importante per te ora è riposare. Se l’idea di ricevere visite ti fa sentire sotto pressione, ti basta dire di no. I parenti e gli amici saranno anche impazienti di vedere il nuovo arrivato, ma dovranno aspettare. Di certo non devi sentirti in obbligo di ripulire la casa per la loro visita. Se qualcuno si offre di darti una mano, o portarti qualcosa da mangiare, accetta. Forse vorrai sentirti una superdonna e fare tutto da sola, ma hai già portato a termine l’impresa non da poco di far venire al mondo una nuova creatura, quindi hai tutto il diritto di prendertela con calma per un po’.

Le montagne russe delle prime sei settimane

È opinione diffusa che possa capitare di sentirsi depresse solo per qualche settimana dopo il parto, la cosiddetta fase di “baby blues”, ma la realtà spesso è ben diversa. Credo che “baby blues” sia un termine da cancellare per sempre dal nostro vocabolario: serve solo a sminuire quell’altalena di emozioni, positive e negative, che una neomamma vive. Ci sono giorni in cui ti senti in grado di scalare una montagna, in altri invece ti sembra già una fatica alzarti. Sono entrambi stati d’animo completamente normali: sono causati dagli sbalzi ormonali del tuo corpo in questa fase.

Questa nota è tratta dal diario di una neomamma:

La mia borsa per l’ospedale è rimasta chiusa per cinque giorni. È pomeriggio e non mi sono ancora lavata i denti. Passo di colpo dall’entusiasmo alla disperazione. Perché mi sono svegliata in preda al panico, con il pensiero che il bambino si fosse “perso dentro il letto”, quando invece era sano e salvo nella stanza di fianco? A chi potevo raccontare una cosa del genere senza essere presa per pazza?

Quella neomamma ero io. Ricordo la sensazione di essere isolata in un grande tunnel subito dopo la nascita, protetta dalla realtà dall’abbraccio ovattato dell’epidurale. Volevo solo lavarmi, mangiare e dormire. L’ostetrica disse: “lasciamo salire la mamma in reparto” e io pensai: “mamma? Mia mamma non è qui, vero?” Non riuscivo ancora a capacitarmi del fatto che ero io la “mamma”.

Qualche settimana dopo il parto, la neomamma potrebbe trovarsi di fronte a domande sul suo stato emotivo, in particolare la domanda se sente l’impulso di far del male a se stessa o al bambino. E chi mai vorrebbe rispondere “sì” e vedersi affibbiata l’etichetta di madre cattiva?

Ho sentito le confidenze di molte donne che tra le lacrime confessavano di aver avuto la tentazione di far cadere il bambino dalle scale o dalla finestra, ma non erano in grado di ammetterlo. Come si fa, quando così tante altre, inclusa tua madre, sono riuscite a cavarsela e quando ci sono ancora tanti pregiudizi sui problemi di salute mentale? Secondo le stime dell’associazione britannica per le malattie postnatali (Association for Post Natal Illness), “fino al 10% di tutte le donne che hanno appena partorito sviluppano la depressione post-partum”.(2)

Le montagne russe delle prime sei settimane

Ed è solo una media dei casi che sono stati segnalati. La blogger Katherine Stone ha compilato una lista del tasso di incidenza di depressione postnatale in risposta a un articolo che sosteneva che non esiste nei Paesi non industrializzati.(3) Da un sondaggio è emerso che l’incidenza della depressione post-partum arriva al 20% in certi Paesi, come nel Sud del Brasile.

Io in realtà ho un punto di vista diverso sulla situazione. Nel corso del mio lavoro ho parlato a varie centinaia di madri provenienti da molte culture e ambienti diversi. Tutte sentivano di non riuscire a trovare una valvola di sfogo adeguata per le loro sensazioni nei primi mesi. A volte sentivano il bisogno di sfogarsi, ma spesso volevano celebrare e condividere la gioia di essere madri. Non si descrivevano come depresse in quei momenti.

Penso che la maggior parte delle neomamme abbia semplicemente la “sindrome della neomamma”. La lista di sintomi e sensazioni che può includere è infinita, ma eccone alcuni.

Entusiasmo, disperazione, noia, gioia, paura, pianto facile. Senso di colpa, bassa autostima. Orgoglio e contentezza travolgenti.

Voglia di uscire a far festa.

Voglia di starsene sotto il piumone per sempre.

Pensare “come vorrei non essere diventata mamma”.

Quello che NON è normale è sentirsi capaci e serene in ogni momento. La terminologia e l’atteggiamento nei confronti di questa fase della maternità sono entrambi sbagliati. La salute mentale di una madre dopo il parto è altrettanto importante della sua salute fisica durante la gravidanza. Se hai la sensazione che potresti fare del male a te stessa o al bambino, devi chiedere aiuto. Se invece provi solo una combinazione delle emozioni elencate qui sopra, si tratta semplicemente della sindrome da neomamma. Mangia, riposati, stai insieme al tuo bambino e non pretendere troppo. E dedica del tempo a prenderti cura di te stessa. Il resto verrà da sé.

Riferimento

  1. Partecipante al gruppo di supporto per neomamme Mothers Uncovered
  2. www.apni.org
  3. http://www.postpartumprogress.com